Memorial Fabio Aletti: Noemi Cantele campionessa tra i ragazzi

Noemi Cantele “a ruota libera” nel primo dei due appuntamenti introduttivi alla settima edizione del Memorial Fabio Aletti, torneo di pallacanestro 3 vs 3 all’oratorio di Biumo Inferiore a Varese. La ciclista varesina, campionessa italiana, ha raccontato di sé, della sua passione per lo sport e del suo sogno: la medaglia olimpica che proverà ad ottenere per le strade di Londra la prossima estate. Sul palco, oltre alla Cantele, Silvano Danzi, allenatore della Nazionale di atletica, che conosce Noemi da quando alle elementari ne è stato l’insegnante di educazione fisica, e Riccardo Prando, giornalista della Prealpina, che ha coordinato la serata. Con filmati di gare ciclistiche e fotografie la campionessa varesina ha voluto rivolgersi soprattutto ai giovani, presenti in gran numero. Il primo dei temi toccati è stato l’importanza, nello sport come nella vita, di coltivare un proprio sogno. «I sogni si possono avverare, chi crede a questo si muove ogni giorno e fa qualcosa per arrivarci», afferma la Cantele. Il suo è nato, racconta, guardando le Olimpiadi di Barcellona ’92 in televisione, quando aveva undici anni. Due anni dopo ha iniziato a correre, e da lì in poi ha capito che poteva realizzarlo con la sua bicicletta. «Ho fissa in testa – continua – la data del primo agosto, giorno della cronometro olimpica, perché come diceva Walt Disney “stabilire una data è essenziale per un sogno, altrimenti non ci si muove mai”». Ingredienti fondamentali per inseguirlo sono la passione, la disponibilità ai sacrifici e la determinazione, valori che traspaiono chiaramente dalle sue parole. Proseguendo nella sua testimonianza ha poi trattato del rapporto tra le vittorie e le sconfitte: «Non mi piace perdere, ma entrambe le cose fanno parte della mia passione. Non è mai facile imparare dalle proprie sconfitte. Io ho sempre in mente una frase di Michael Jordan: “Ho fallito innumerevoli volte nella vita, ed è per questo che ho avuto successo”». Ultimo tema della serata era il rapporto tra l’attività sportiva e l’impegno nello studio. La Cantele, laureata in Economia all’Università dell’Insubria, ha spinto i giovani ragazzi a dedicarsi a entrambi con il massimo sforzo: «L’attività agonistica copre un breve periodo della vita. Per questo occorre trovare un’alternativa che appassioni tanto quanto lo sport». Alla fine molte domande, alcune delle quali sul suo futuro: «Londra sarà la mia ultima Olimpiade. Ho scelto di porre fine alla mia carriera prima rispetto alla media degli altri ciclisti. Da “grande” vorrei fare la mamma». Prossimo ospite del Memorial Fabio Aletti sarà, sabato 26 maggio, il giornalista delle reti Mediaset Nando Sanvito.(NELLA SEZIONE "RASSEGNA" DEL SITO IL PROGRAMMA COMPLETO DELLA MANIFESTAZIONE)